Beata Elena Guerra, Fondatrice delle Suore di Santa Zita (Oblate dello Spirito Santo)

Lucca, 23.06.1835 | Lucca, 11.04.1914
Riceve dalla madre un’educazione profondamente cristiana.
Fa parte delle Dame di Carità della San Vincenzo de’ Paoli, assistendo poveri e malati.

Avvenimenti

Nel 1870 a Roma assiste a una seduta del Concilio Vaticano I. Fonda nel 1871 il primo nucleo della Congregazione delle Suore di Santa Zita, che Leone XIII chiama Oblate dello Spirito Santo, con il duplice scopo di diffondere la devozione allo Spirito Santo e di educare la gioventù femminile. Ha un grande amore per l’insegnamento ed è autrice di importanti libri sull’istruzione elementare. Per i suoi opuscoli spirituali sulla devozione allo Spirito Santo viene chiamata “la Missionaria dello Spirito Santo”. Anche santa Gemma Galgani è allieva delle sue scuole, ma quando chiede di entrare come suora nella nascente Congregazione non è accettata per le sue precarie condizioni di salute.

Nel 1889 scrive a Leone XIII per incitarlo a raccomandare ai vescovi di indire una novena per la festa di Pentecoste. Il papa esaudisce il suo desiderio. Nel 1906, per contrasti insorti nella Famiglia religiosa da lei fondata, le viene tolta la guida della comunità come se fosse inadeguata alla carica e le viene anche proibito di scrive opere spirituali. Passa gli ultimi otto anni della sua vita come umile e obbediente suora e senza lamenti. Scrive nel suo diario: “È bello operare il bene, ma rimanere fermi per volere altrui, lasciarsi legare le mani senza ribellarsi, congiungendole in un supremo atto di adorazione e di perfetta adesione al volere di Dio, è opera ancora più sublime, è un trasformare la più umiliante inazione nell’azione più perfetta che possa fare la creatura”.

Aneddoti

È nata a 7 mesi per una caduta della madre, sopravvive miracolosamente, ma le rimane una salute cagionevole.

Ha 19 anni quando a Lucca scoppia il colera: ottiene dalla madre il permesso di visitare e di assistere gli infetti. Le persone vedendola passare esclamano: “Ecco la signora santa”.

Desidera ricevere una valida formazione culturale come il fratello che si prepara al sacerdozio, ma la madre le impone di applicarsi alla musica, al ricamo e alla pittura. Elena di nascosto studia il latino, che le permette di formarsi quella profonda cultura patristica che si ritrova nei suoi scritti.

Leggendo la vita di santa Angela Merici pensa di fare qualche cosa anche lei per l’educazione delle giovani.

Per trovare fondi per le missioni chiede l’elemosina di casa in casa, scrive opuscoli per stimolare la generosità dei buoni e organizza anche lotterie.

Morte

Negli ultimi tre anni di vita, affetta da ripetute malattie, non fa che pensare al Paradiso. Sentendo vicina la fine, chiede a una suora che l’assiste di aiutarla ad indossare la sacra veste, per essere pronta a spiccace il volo verso il cielo. Bacia la veste dopo averla indossata e poi bacia anche la corona e il crocifisso. Così vestita rimane a letto. Poco più tardi scende dal letto, si inginocchia, bacia il pavimento e dice ad alta voce: ”Credo”. Questa è la sua ultima parola. Le viene somministrata l’Unzione degli infermi. Non riesce più a parlare, ma guarda con affetto le consorelle quasi per benedirle e poi entra nella pace eterna. Le sue reliquie sono venerate nella cappella delle Oblate di Lucca. È beatificata da san Giovanni XXIII nel 1959.